​​Se ho la casa pignorata posso (ri)comprarla all’asta? Ma conviene davvero farlo?

 

È una domanda ricorrente.  Il tema è molto delicato ed è bene affrontarlo con lucidità, senza saltare troppo velocemente alle conclusioni.

Hai presente quando la disperazione porta a prendere decisioni avventate di cui poi ci si pente?

Agisci d’istinto pensando di aver trovato la soluzione, invece poi le cose non vanno come ti sei immaginato ma a quel punto è troppo tardi; ti sei complicato ulteriormente la vita.

Certo che lo hai presente.

Di errori, l’ansia porta a farne anche troppi, quindi se hai la casa pignorata seguimi nel ragionamento e vediamo come uscirne in modo intelligente, ma soprattutto proficuo.

 

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Gli errori più comuni quando si ha la casa pignorata

Purtroppo è successo, il Creditore si è rivolto al Tribunale e dovrai subire l’espropriazione forzata. Non sai come fare. Cerchi di prepararti a tutto ciò che ne consegue. Ci riuscirai, ne sarai capace?

Non esiste preparazione psicologica che tenga. Rimani disarmato al via vai di estranei che arrivano a casa tua e con occhi indiscreti scrutano ogni angolo per valutarla per la compravendita.

I tuoi vicini vedono movimento, si fanno domande.

Per paura che trapeli qualcosa, giochi di anticipo; dirai una bugia; dirai che sono le visite perché hai messo in vendita la casa ma in cuor tuo sai che non è così. Abbassi lo sguardo; ti senti nudo!

La tua casa è in asta e dovrai lasciarla non appena sarà venduta. Sai bene che se non lo farai, l’ufficiale giudiziario ti sfollerà con la forza . A quel punto non avrà importanza che nella tua famiglia ci siano persone anziane, minori o disabili: tutti ma proprio tutti, verranno “invitati a liberarla”.

Un’esperienza devastante. Lo scenario è sempre lo stesso, i sentimenti sono ricorrenti e le emozioni hanno il sopravvento.

In queste situazioni, nel tentativo di risolvere il problema, capita spesso di cadere in quelle che apparentemente possono sembrare soluzioni intelligenti ma che invece, nel lungo termine, si rivelano veri e propri errori.

Tra questi, possiamo citarne un paio.

  1. pensare di ricomprare la propria casa all’asta
  2. pensare di far partecipare all’asta un familiare o un parente stretto.

Perché non sono buone idee? Ora te lo spiego

 

Ricomprare la casa all’asta

Decidere di partecipare all’asta per (ri)comprare la propria abitazione è un’opzione che non è consentita al debitore esecutato; la legge lo vieta.

Secondo quanto stabilito dagli articoli 571 cpc e 579 cpc, è scritto che: tutti, tranne il debitore, sono ammessi ad offrire per l’acquisto del bene pignorato. Questo accade anche per il pignoramento della prima casa.

Lo scopo del divieto ha un duplice effetto: quello di evitare manovre speculative in danno al creditore, e quello di evitare che il debitore esecutato sia vittima o fautore di attività illecite.

Questa motivazione è ragionevole perché la legge prevede degli strumenti per sistemare il contenzioso con il creditore e cancellare il pignoramento come per esempio la conversione del pignoramento oppure l’accordo con il creditore comunemente detto saldo e stralcio.

Certo, in quest’ultima ipotesi che riteniamo di essere la più vantaggiosa, il creditore può anche decidere di non accettare la tua offerta, ma nel caso potresti dire di averci almeno provato.

Ricorda che qualsiasi tentativo sceglierai di fare, diverso da quelli previsti di legge, avrà come risultato solamente quello di rallentare la procedura senza portarti un reale beneficio.

 

Far partecipare all’asta un familiare o un parente stretto

La legge di fatto non vieta questa possibilità, a condizione però che non sia evidente che il familiare o la persona vicino all’esecutato abbia agito in vantaggio dello stesso.

Pensa però alle conseguenze di questa scelta.

Immagina: il tuo parente partecipa all’asta ma non ha tutti i soldi. Verserà solo l’acconto e farà rilanci su rilanci non tanto per ricomprare la casa, quanto invece per aggiudicarsi l’immobile.

Il numero dei rilanci sono solo un dettaglio, la cosa fondamentale è garantirti di rimanere in casa per altro tempo.

Ma qual è il dramma?

Che la persona che TU hai incaricato di partecipare all’asta, se non paga, viene poi giudicata “inadempiente” e condannata a sostenere le relative sanzioni.(leggi le conseguenze in questo articolo)

Se invece il tuo fiduciario ha disponibilità economiche? Devi considerare che la proprietà della casa non sarà più tua, ma passerà a lui. Certo, continueresti ad abitarla, ma se alla lunga i rapporti tra di voi dovessero compromettersi?

Se poi le disponibilità economiche del familiare derivano da TUE risorse, attenzione ai flussi di denaro tra i CC tuo e del famigliare (anche indiretti). Attività riconducibili – come già detto – alle manovre speculative in danno al creditore, pena l’annullamento dell’assegnazione.

Sì, è vero, se un tuo parente compra la casa e ti permette di starci dentro, non subirai la vergogna di essere sfollato. Ma se resti debitore anche solo in parte, il creditore potrà richiedere il pignoramento della pensione, il pignoramento dello stipendio o anche il pignoramento del conto corrente; e se ci sono dei garanti, potrà aggredire il patrimonio anche di questi.

Ultima considerazione, forse la più importante: hai pensato che in asta potresti trovare una persona determinata ad aggiudicarsi la tua casa e con maggiori disponibilità economiche delle tue? E se questo accade come pensi di risolvere?

 Come vedi dunque queste “strategie” non sono assolute; non ti forniscono mai la garanzia totale di buttarti alle spalle il problema e ricominciare una nuova vita.

 

Riassumendo: ricomprare la casa all’asta conviene?

Non sono pochi gli esecutati che, consapevoli di non avere gli strumenti adatti per risolvere il problema e presi dalla disperazione più totale perché coscienti di non avere soldi, si fanno tentare dalle soluzioni più “creative”, che lasciano la percezione di aver fatto le cose a metà oppure che hanno lo scopo solamente di rallentare la procedura esecutiva

…che è un po’ come dire: aggiungiamo qualche giorno in più di vita all’agonia di un malato terminale

 Al di là dei divieti imposti dalla giustizia, la nostra esperienza ci porta a dire di NO!

Per il debitore/esecutato ricomprare la casa in asta non è strategicamente la soluzione ideale, per due semplici ragioni.

  • Se non hai tutto il capitale, generi un nuovo debitore che sarà considerato aggiudicatario inadempiente e condannato al risarcimento di una penale (leggi le conseguenze in questo articolo).
  • Se hai il capitale, (tuo o del prestanome) partecipando all’asta rischieresti comunque di non raggiungere il tuo obiettivo perché potresti trovare qualcuno più determinato ad aggiudicarselo; oppure potresti non riuscire a sanare tutto il debito rimanendo ancora debitore.

Come procedere per non toccare il fondo

Se ti trovi nella situazione in cui la tua casa a breve sarà venduta in asta oppure se hai ricevuto da poco il pignoramento immobiliare, cancella dalla tua mente l’idea di abbracciare questa soluzione perché non è una strada percorribile.

In qualsiasi fase della procedura esecutiva ti trovi, per uscire a testa alta è necessario che tu provi a cambiare prospettiva e pensare diversamente.

Che cosa vuol dire?  Significa che devi lasciar andare il tuo attaccamento alla casa. Sì, hai capito bene.

L’obiettivo che dovresti cercare di raggiungere non deve essere quello di salvare a tutti i costi la casa; anche se ti è costata fatiche e sacrifici.

Il termine “Casa”, non esprime il luogo fisico dove vivi!

Piuttosto, è quella dimensione dove puoi trovare il calore di un’intimità; con te stesso, con la tua famiglia, con i tuoi animali domestici, con le tue abitudini, con la tua quotidianità.

La casa intesa come “focolare” si può sempre ricreare altrove!

La casa, vista come involucro, resta pur sempre… un oggetto fine a se stesso; e poiché è questo involucro che sta determinando il tuo fallimento è necessario lasciarla andare, liberarsene per poter aspirare ad una condizione di vita migliore!

Hai mai considerato questo cambio di prospettiva?

Piuttosto, il tuo vero obiettivo dovrebbe essere quello di salvare te stesso come persona, ovvero di essere reintegrato nella società e riabilitato dall’etichetta di cattivo pagatore.

Liberarti di dosso questo peso che non ti permette di poter tornare ad essere la persona che sei.

Fintanto che rimarrai con il marchio di cattivo pagatore, infatti, non potrai accedere a finanziamenti nemmeno per comprare le cose più piccole, come ad esempio una lavatrice a rate.

Vuoi vivere così per i prossimi anni? Non credo.

E allora la cosa da fare è una sola: devi cancellare completamente il debito.

Lasciati aiutare!

Nel caso avessi delle domande o desideri approfondire un argomento, puoi parlare del tuo caso con un nostro consulente e gratuitamente e senza alcun impegno, potrai ricevere consigli su come comportarti.

Fai la cosa giusta, assicurati un futuro senza debiti!