Una professione in crescita ma a rischio di “inflazione”

Nell’ultimo periodo il termine “consulente del debito” è diventato onnipresente. Ho visto molti marchi con un prefisso qualsiasi accompagnato dal termine “debito” in evidenza.
Segnale positivo? Sì, perché porta attenzione a un tema che riguarda migliaia di famiglie italiane.
Ma anche rischioso: il rischio è che diventi una moda passeggera, più utile a farsi pubblicità che ad aiutare davvero i debitori.

Il mito del saldo e stralcio diretto

Molti operatori hanno intuito che il saldo e stralcio diretto quello del “ti pago il debito comprando la casa”  non è una strada semplice.
E allora? Si camuffano da consulenti per apparire credibili agli occhi del debitore e tentare l’acchiappo immobiliare.

Ingranaggio di un processo più grande

Sia chiaro: in molti casi il saldo e stralcio è salvifico.
Ma non può essere l’unica strada: è solo un ingranaggio di un processo più grande, che deve prevedere soluzioni personalizzate, creative e soprattutto sostenibili.
La vera domanda è: siamo sicuri che non ci fossero alternative migliori?

La vera difficoltà: la materia prima

La vera difficoltà non arriva tanto dalle banche o dai creditori, che anzi – se la proposta è solida – hanno interesse a sistemare i bilanci.
Il problema è un altro: la mancanza della materia prima.
Perché, diciamolo chiaramente: il debitore di perdere la casa non ne ha alcuna voglia.
E i ricercatissimi “don’t want” – quelli disposti a lasciarla – sono un’illusione: pochissimi.
Quando non trova un percorso alternativo, o peggio è male consigliato, tutta l’operazione diventa fragile.

Chi tutela davvero la filiera del credito?

Il debitore onesto – quello che vuole risolvere, che non cerca scorciatoie per frodare, che ha condizioni reddituali per ricominciare, che desidera riservatezza e riscatto – merita di sapere di potersi affidare a una figura riconosciuta, non a un lupo travestito da agnello.
E per contro, anche il creditore – che non ha voglia di scontrarsi in liti temerarie che sgonfiano l’utile in parcelle legali – sa di poter contare su un professionista che parla anche il suo linguaggio.

Oggi il debitore, ma anche il creditore, non ha strumenti per distinguere tra chi lavora davvero nell’interesse della filiera del credito (creditore/debitore) e chi invece usa questa etichetta come semplice maschera di marketing.
Ecco perché servirebbe una regolamentazione chiara, come avviene per l’agente immobiliare o per il consulente creditizio: titoli che identificano subito ruolo, competenze e responsabilità.


👉 Conclusione
Il consulente del debito non è un trend, né un’etichetta di comodo: è una professione che deve farsi riconoscere come ponte tra famiglie e creditori, garantendo equilibrio, fiducia e soluzioni concrete.
Solo così si può dare una seconda chance a chi merita davvero di ripartire.

Lasciati aiutare!

Nel caso avessi delle domande o desideri approfondire un argomento, puoi parlare del tuo caso con un nostro consulente e gratuitamente e senza alcun impegno, potrai ricevere consigli su come comportarti.

Fai la cosa giusta, assicurati un futuro senza debiti!